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In questi giorni inizia la preparazione atletica dei nostri atleti nazionali. Ai 2000 metri di altitudine del centro sportivo al Sestriere con il nuovo tecnico Dan Rafael. Inizia un nuovo ciclo per il curling italiano. L’obiettivo è la qualificazione ai giochi Olimpici di Sochi 2014. Prendendo spunto da quanto detto mi sembra quindi utile parlarvi di come sta affrontando l’estate John Morris. Morris, nato nel 1978 a Winnipeg, ha iniziato a giocare a curling all’età di 5 anni. E’ figlio d’arte. Suo padre, Earle Morris, è l’inventore dello stabilizer e attualmente è l’allenatore della Nazionale Australiana. Dal 1996 al 2005 John ha giocato come skip poi, dal 2006, è passato al ruolo di third nel team di Kevin Martin. Ma ecco cosa ci dice John Morris della sua estate: “A maggio, quando termina la stagione del ghiaccio, è importante tirare il fiato. E’ mia abitudine prendermi 2 settimane dove metto la mia preparazione fisica nel dimenticatoio. Non fraintendetemi, non è che inizio a mangiare a dismisura o mi accomodo perennemente sul divano a guardare la tv. Uso il mio tempo per i miei hobby sempre a contatto con la natura. Quindi pesca, caccia e tanto golf. In questo modo mantengo a posto la mia condizione cardiovascolare. E’ molto importante questa pausa mentale dopo un pesante condizionamento fisico e psicologico di tutta la stagione agonistica. Ma questo relax non deve mai superare le 2 settimane. Alla ripresa della mia preparazione sono sempre sorpreso nel constatare che in soli 14 giorni di pausa il mio livello di fitness sia già diminuito. Prima di tutto cerco di non essere da solo così da poter condividere con un compagno i momenti di sofferenza fisica. Nella prima settimana imposto un programma di incremento ai pesi molto graduale. Importante è sicuramente mai annullare la giornata di palestra quotidiana. Nelle prime 3 settimane il programma prevede 2 sessioni quotidiane con 6 esercizi differenti a sessione. Ogni sessione è mirata allo sviluppo muscolare di una precisa parte del corpo. Al termine del primo mese dalla ripresa le sessioni quotidiane aumento con 3 e 8 esercizi per ogni sessione. Ma non è tutto, abbino anche altri momenti all’esterno con percorsi in mountain bike, nuoto e corsa. Mi piace prepararmi in estate perché non devo mai abbandonare tutto all’improvviso per salire sul primo aereo che mi porterà ad un torneo. Posso quindi concentrarmi completamente sul mio sforzo fisico. Questa è la mia estate”. L’estate di un professionista del curling.
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