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Forse tutti non sanno che… Gli italiani possono indossare il Kilt

Il Curling italiano tra qualche giorno è in partenza per la Scozia. Dal 4 al 12 dicembre gli Europei si giocano a Aberdeen e per l’Italia di Stefano Ferronato la posta in palio è veramente importante. In primis, con questo Europeo la squadra maschile ritorna a giocare tra le grandi del gruppo A, ma è indispensabile anche chiudere, nella classifica finale, almeno con un 8° piazzamento. Questa posizione di classifica consentirebbe al team del Dolomiti di rappresentare l’Italia ai prossimi Mondiali di Cortina 2010.
Fatta questa lunga premessa veniamo al “forse non tutti sanno che…”. La storia parla chiaro, anche noi italiani abbiamo il diritto di indossare il kilt. Il riconoscimento trae origini nel 1700 con il principe del Regno Unito Carlo Edoardo Stuart (detto Bonnie Prince, figlio di Giacomo II Stuart). Il principe Carlo, cattolico, nacque a Roma il 31 dicembre del 1720. Passò la prima parte della sua gioventù tra la capitale e Bologna per organizzare il ritorno in patria e riconquistare il trono di Scozia e Inghilterra. Dopo alcuni fallimentari tentativi  di rioccupazione, ritornò in Italia dove morì (in Vaticano) nel 1788. Per quanto la storia racconta, il Principe Carlo Stuart riconobbe ufficialmente che anche gli italiani potessero indossare il kilt nientemeno che del Royal Stewart Tartan.

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4 Comments

  1. vito mastrorocco scrive:

    Ho 65 anni vivi a Bologna, sarei molto fiero di poter indossare il KILT con la stessa naturalezza e fierezza che avete VOI. Chi sa! un giorno! Ciao, a tutti.

    1. sandro tibaldi scrive:

      …dear Vito,non farti problemi,e porta il kilt già da adesso,..fregatene se la gente ride,se no non vivi la tua essenza/vita.Io ho 44 anni e son due anni che cerco di portarlo il più spesso possibile…per ora ci vado agl’eventi di musica irlandese(altresì gl’irlandesi,l’ho portano anche se in piccola parte e i colori e gl’intecci richiamano il verde-smeraldo,verde-scuro,giallo,arancio e nero),scossese,e BalFolk,ma ho in programma d’andarci qualche volta in giro per Milano.A Milano poi,ci sono due promotori/stilisti/sarti,che producono,kilt in denim(denim=stoffa jeans)e a tinta unita per portarlo anche in modo casual,si trovano su Facebook,digitando il nome”In Kilt”.Invece a Bologna c’è il gruppo musicale Bazzano Castle Pipe Band,sono cornamusisti in kilt,e c’è ne sono anche a Bergamo(Orobian Pipe)e a Roma(City Of Rome Pipe Band).Finisco dicendo che esiste anche la storia di Gurro(Verbania)dove visse un manipolo di soldati mercenari scozzesi,nel 1525,poi nel 1973 il tente colonnello Gayre,decretò che essi erano del clan perduto ovvero il suo _-Clan Gayre-_,e permise a chi va ad abitare in tale località di portare il suo tartan/kilt,e tale potere di gestire la cosa è data al sindaco.Comunque trovate la storia per esteso su Google,digitando”Gurro e il clan perduto”.N.B.Avrei molto piacere d’essere contattato da Vito,e lo scrittore dell’articolo o chi è interessato a far parte di quelli che portano o vogliono portare il kilt,per far si di non sentirsi soli,ma credetemi,ci siamo,anche se sparsi per tutt’Italia,però il numero è inaumento!La mia email è”nofatless@gmail.com”

  2. Giuseppe scrive:

    Di quali “italiani” si parla? Nel XVIII° secolo non esisteva ancora né il regno d’italia e conseguentemente nemmeno la successiva repubblica…

    1. Michele Valgrand scrive:

      Giuseppe, veramente l’articolo parlava degli italiani dei nostri giorni e di questo vecchio, e non so se neppure mai verificato, anedotto su Carlo Edoardo Stuart da cui trarrebbero il diritto. E poi… sara’ pur vero che non esisteva all’epoca uno stato sovrano “Italia”, ma gli italiani quelli si’, intendendo gli abitanti della penisola italica, e cio’ ben prima dell’Unita’ d’Italia e della susseguente repubblica. Concordi?

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