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marzo 28th, 2011:

Dietro il curling la politica (2)

Il 26  marzo ho scritto un pezzo sulla politica del curling dietro le quinte del Mondiale donne. Nell’articolo avevo segnalato quanto dichiarato dall’ECF (Federazione Europea del curling) riunita in una inutile assemblea a Esbjerg. Al termine del testo si legge che la ECF lamentava di non aver ricevuto le quote di partecipazione all’Europeo 2011 da parte di 10 Nazioni tra cui Russia, Danimarca e Germania e anche che era in atto un contenzioso con la Polonia, per questa ragione, già esclusa dall’Europeo di Champery e Monthey del 2010. Ritorno sul tema perché, quello che poteva essere un banale ritardo nei pagamenti, pare invece  essere una seria contestazione alla Presidenza ECF da parte di alcune federazioni di paesi europei. Oggi, quanto detto, è supportato da una comunicazione ufficiale. Anzi l’ufficialità è confermata da 2 documenti. Il primo è relativo alla sentenza pubblicata e emessa dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna (CAS) che ha respinto l’appello presentato dall’Associazione Curling di Polonia. La Polonia si era appellata al Tribunale di Losanna per contestare la sua esclusione dagli Europei 2010. Il CAS con questa sentenza ha dato ragione alla ECF. Il secondo documento riguarda la dichiarazione ufficiale resa pubblica dal Presidente ECF Andrew Ferguson Smith che scrive:

Facciamo il possibile per garantire che ECF sia un modello di efficienza sotto ogni aspetto del suo lavoro. Così siamo gratificati che il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna si sia pronunciato in nostro favore. Ma non c’è nessun trionfalismo da parte nostra perché i perdenti sono tutti i giocatori di curling  europei ed in particolare doppiamente quelli polacchi. La questione che ha dato luogo a questo caso era facilmente evitabile. E’ stata una situazione estremamente costosa al servizio dell’inefficenza privando tutti i curler di ingenti risorse finanziarie. Questo episodio è stato indegno e non nesessario che però rafforza la nostra determinazione e assicura che le nostre Federazioni Nazionali e la nostra Assemblea Generale svolge, come sempre, un lavoro in modo diligente e efficace a beneficio di tutti.

Come in Canada si preparano ad accogliere il ritorno del team Amber Holland

Oggi ero curioso nel cercare di capire che clima potesse trovare, al  ritorno a casa, la squadra femminile del Canada, medaglia d’argento al Mondiale. La cosa più semplice, in questi casi, è andare a leggere i commenti dei giornalisti sportivi pubblicati sui quotidiani in Canada. Devo dire che sostanzialmente c’è stata accettazione dei limiti che poteva avere questo team Canada. Anche se viene messo maggiormente in evidenza il valore internazionale del suo avversario. La Norberg è considerata ancora imbattibile e, per i canadesi, non è una novità ma piuttosto una conferma dopo aver assistito alla finale di Vancouver. In quella occasione, a essere strapazzata dalla Norberg, sul ghiaccio c’era la skip Cheryl Bernard che, in Canada, ha molto più valore e considerazione della Holland. Tutti  concordi quindi nel ritenere che l’argento è un buon risultato e, anche se durante la gara sembrava possibile, di più non si poteva ottenere. Dal canto suo la Amber Holland nelle interviste ha dichiarato: “Siamo felici così. Dopo le difficoltà nel round robin non era facile per noi arrivare alla finale ma ci siamo riuscite. Noi di questo Mondiale vogliamo pensare che abbiamo vinto l’argento e non di aver perso l’oro”.

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